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07 maggio 2017: 21mo giorno di sciopero della fame dei prigionieri palestinesi

People march with giant Palestinian flags during a rally supporting the Palestinian UN bid for observer state status, in the West Bank city of Hebron, Thursday Nov. 29, 2012. The Palestinians are certain to win U.N. recognition as a state on Thursday but success could exact a high price: delaying an independent state of Palestine because of Israel's vehement opposition. (AP Photo/Nasser Shiyoukhi)

07 maggio 2017 In italiano la situazione dei prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame da 21 giorni
News da Nablus Tanweer center
Enlightend Voice For Free Palestine
Edited by Dr Abraham
Editor in chief Dr. Haq
Editorial Board : Wael Faqih, Mahmuod
(Andrea moriz, Marco Zinno from Italy)

link diretto allo stream per scaricare la trasmissione o ascoltarla:
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Lettera da sotto il fuoco, Dr HAq (Nablus):
L’Israeli Prison Service (IPS) sta disponendo l’intervento di medici provenienti da altri paesi per il nutrimento forzato dei prigionieri partecipanti allo sciopero della fame in corso, al suo ventunesimo giorno consecutivo.
L’Associazione Medica israeliana, infatti, ha finora rifiutato di partecipare a qualsiasi provvedimento di alimentazione forzata, atto che viene considerato una tortura, immorale e illegale sotto ogni aspetto di legge.
Le disposizioni dell’Associazione Medica Mondiale sugli scioperi della fame, inclusa la dichiarazione di Malta del 1991 (e successive revisioni del 1992 e 2006), “vietano l’applicazione di pressioni per porre fine allo sciopero della fame e il trattamento medico forzato”. (1) Viene citata anche la dichiarazione di Tokyo dove si “vieta la partecipazione dei medici alla tortura, all’alimentazione forzata e il trattamento medico forzato degli scioperanti della fame”.
L’alimentazione o il trattamento medico forzato dei prigionieri Palestinesi in sciopero della fame è una violazione del diritto internazionale e dell’International Humanitarian Law, come confermato dal Comitato internazionale della Croce Rossa (ICRC), da una dichiarazione congiunta del 2015 pubblicata dalle Nazioni Unite e dalla Terza Convenzionie di Ginevra Art. 3, che riguarda il trattamento dei prigionieri di guerra.
Perfino l’Associazione Medica israeliana ha finora rifiutato di praticare qualsiasi forma di alimentazione forzata, perché equivalente a tortura, illegale e contraria a qualsiasi etica.
Come persone umanizzate, la nostra missione è chiamare ogni associazione medica, le associazioni per i diritti umani, le ONG e ogni essere umano in qualsiasi parte del nostro mondo, a resistere e opporsi con forza all’apartheid israeliano nella sua flagrante violazione del diritto umanitario internazionale, che può provocare la morte dei prigionieri Palestinesi in sciopero della fame. Allo stesso tempo dobbiamo fare del nostro meglio per scuotere il segretario generale delle Nazioni Unite in modo che si svegli dal suo sonno profondo e faccia il suo lavoro. Dobbiamo anche esercitare tutta la pressione possibile per poter spingere grandi poteri a intervenire per proteggere i prigionieri Palestinesi e obbligare l’occupazione israeliana di apartheid a conformarsi alla legge internazionale umanitaria.
Ricordiamo in ogni momento che i prigionieri Palestinesi in sciopero della fame hanno bisogno che noi facciamo del nostro meglio per proteggerli.
============
1- World Medical Association (WMA), Dichiarazione di Malta sugli scioperi della fame (in seguito la dichiarazione di Malta), novembre 1991, disponibile all’indirizzo https://www.wma.net/…/wma-declaration-of-malta-on-hunger-s…/

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