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23 aprile 2017 ore 21:30 – a sostegno dei prigionieri politici palestinesi

A sostegno della lotta iniziata il 17 aprile dai prigionieri politici palestinesi,

Radio Nuova Resistenza  trasmissione del 12 aprile 2017

Letter from under Fire
By Dr. Haq (25/04/2017)

Lunedì 17 aprile, nella ricorrenza della “Giornata dei prigionieri” celebrata in Palestina ogni anno, oltre 1.500 prigionieri politici palestinesi hanno lanciato uno sciopero della fame collettivo. Lo sciopero, che è stato proclamato con lo slogan “Libertà e dignità”, mette in evidenza una serie di richieste chiave dei prigionieri Palestinesi, tra cui visite familiari, assistenza medica appropriata, cessazione delle condizioni ingiuriose e illegali, fine dell’utilizzo dell’isolamento e della detenzione amministrativa, dell’imprigionamento senza addebito o processo.
Decenni di esperienza hanno mostrato come l’occupazione israeliana dell’apartheid, AIO, miri a sconfiggere la resistenza Palestinese fiaccando lo spirito degli internati Palestinesi, infliggendo loro sofferenze corporali, separandoli dalle loro famiglie e comunità, utilizzando misure umilianti per costringerli alla sottomissione. Nonostante questo trattamento, noi non ci arrenderemo.
Il Ministro della Difesa AIO ha minacciato gli internati Palestinesi di riunirli in campi collettivi nel deserto del Negev, costruendo un ospedale militare da campo per imporre loro quell’alimentazione coercitiva che non solo è vietata a livello internazionale, ma che perfino l’Unione dei Medici dell’AIO ha rifiutato di praticare. In realtà, il ministro AIO della pubblica sicurezza Gilad Erdan ha dichiarato di aver ordinato l’istituzione di un ospedale militare per fare in modo che i prigionieri in sciopero non venissero trasferiti agli ospedali civili, i quali finora hanno rifiutato di imporre l’alimentazione forzata ai prigionieri Palestinesi in sciopero della fame.
Le autorità carcerarie AIO stanno praticando una campagna di repressione contro i prigionieri Palestinesi impegnati nello sciopero collettivo dello fame. Hanno trasferito da una prigione all’altra e posto in isolamento molti attivisti in sciopero della fame, tra i quali il leader di Fatah, Marwan Barghouthi, Ksrim Younis, il Palestinese detenuto più a lungo, i leader del PFLP Kamil Abu Haneesh e Nadir Sadaqah e il leader della Jehad Muhannad Ibrahim.
Il movimento dei prigionieri Palestinesi ha segnalato la necessità di concentrarsi sulla sofferenza delle donne detenute nelle prigioni, in particolar modo perché molte di loro sono minori e ferite, rilevando la presenza di 53 (prisoners dispensers: dispensers NON CAPISCO, LO TAGLIEREI) internati nelle prigioni di Sharon e Damon, fra i quali decine di feriti e ammalati: i casi più gravi, quello del prigioniero Isra Jabbais, ustionato su tutto il corpo e di Abla, (la donna nuda?) ferita alla testa.
Nel frattempo, nonostante le dichiarazioni dei funzionari israeliani, secondo i quali i prigionieri in sciopero della fame potranno ricevere visite legali – che erano state negate a partire da lunedì – la Società dei Prigionieri Palestinesi e la Commissione per gli Affari dei Prigionieri hanno continuato a riportare notizie di divieti per visite legali ai prigionieri in sciopero della fame. Mentre gli avvocati hanno potuto visitare tre detenuti nella prigione di Ofer, è stato negato l’accesso degli avvocati per visite analoghe nelle carceri di Ashkelon, Nafha e Eshel.
Un gran numero di organizzazioni umanitarie internazionali ha rilasciato dichiarazioni a sostegno e solidarietà con i prigionieri Palestinesi in sciopero della fame e con i Movimenti dei Prigionieri Palestinesi , tra le quali: La Federazione Mondiale dei Sindacati | Eirigi | Internationalt Forum (Danimarca) | Associazione Ex-Robben Island dei Veterani dei Prigionieri Politici (EPPA) | Jewish Voice for Peace | Fondazione Ahmad Kathrada |Federazione delle donne Greche | Campagna Unificata per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah.

Purtroppo, sebbene l’occupazione israeliana dell’apartheid, AIO, vada avanti con i suoi crimini da oltre 70 anni, l’organizzazione delle Nazioni Unite e le grandi potenze non hanno fatto altro che dire parole e parole, senza alcuna azione reale, così che AIO sta continuando a fare quello che vuole, da criminale.
Noi come persone umanizzate dobbiamo fare del nostro meglio in ogni parte del nostro mondo per sostenere con forza le richieste avanzate dai Palestinesi in sciopero della fame, attraverso ogni tipo di azione democratica.
Infine, il movimento dei prigionieri Palestinesi incoraggia la solidarietà con la Palestina, le organizzazioni sindacali, delle donne, le organizzazioni politiche, sociali e le altre organizzazioni e partiti, a pubblicare dichiarazioni a sostegno di chi è in sciopero della fame e dello sciopero dei prigionieri Palestinesi per la dignità e libertà.
Inviate per favore dichiarazioni collettive o da parte di organizzazioni a samidoun@samidoun.net oppure contattateci su Facebook

 

 

 

 

 

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